Oltre la 00: guida alle farine bio per i tuoi impasti.
La farina è l’inizio di tantissime ricette, ma spesso la trattiamo come se fosse neutra. In realtà, il modo in cui il grano viene coltivato e lavorato incide in modo diretto sul risultato finale. Scegliere una farina biologica non significa semplicemente cambiare marca, ma ripensare l’ingrediente alla base delle preparazioni quotidiane.
Una farina biologica nasce da cereali coltivati senza l’uso di chimica di sintesi e lavorati con processi che rispettano la struttura del chicco. Questo si traduce in profili aromatici più ricchi e in una maggiore digeribilità, aspetti che fanno la differenza non solo nel gusto, ma anche nel modo in cui i prodotti vengono assimilati. Per orientarti tra la moltitudine di farine, Biobottega ha preparato per te una piccola guida.
Grani antichi e varietà locali
Passare all’utilizzo di grani che non hanno subito le moderne modifiche genetiche permette di riscoprire il valore nutrizionale del cereale. La farina di grano Khorasan, ad esempio, deriva da un chicco che ha mantenuto nel tempo un elevato apporto di proteine e sali minerali. La sua versione bianca, pur essendo parzialmente setacciata dalla crusca, mantiene una forza naturale che la rende perfetta per la lievitazione di pizze e focacce.
Per chi cerca una marcia in più dal punto di vista delle fibre, il farro resta la scelta più equilibrata. La farina di farro è versatile, soprattutto per i dolci. La versione integrale, invece, è adatta per lavorazioni più strutturate e a impasti più rustici – anche pizze e focacce. È la lavorazione a pietra a fare la differenza: una lavorazione lenta che evita il surriscaldamento della farina e contribuisce a preservare le parti più nutrienti del chicco. State pensando a un pane dalla mollica umida e aromatica? L’ideale allora è la farina integrale di segale, grazie alla sua elevata capacità di assorbire l’acqua mantiene l’impasto più idratato e il pane morbido più a lungo.
Alternative naturalmente prive di glutine
Integrare nella propria dieta farine che non sviluppano glutine permette di variare l’apporto di micronutrienti senza appesantire la digestione. Oltre a essere la soluzione per chi non può consumare glutine.
La farina di avena è una delle più interessanti: viene prodotta macinando i fiocchi integrali, un processo che ne riduce drasticamente il sapore amaro tipico del cereale grezzo, restituendo una farina più dolce ed equilibrata. Anche la farina di avena integrale ha una struttura naturalmente morbida e si presta perfettamente sia per frolle dolci che per pancake proteici.
Esistono poi cereali meno diffusi ma estremamente ricchi, come la farina di sorgo e il miglio. Il sorgo si distingue per l’alto contenuto di potassio e ferro, mentre la farina integrale di miglio è perfetta per chi vuole dare una consistenza più friabile e “scrocchiarella” a grissini o biscotti. A queste si affiancano il grano saraceno e il riso integrale, basi sicure per chi vuole panificare in purezza o creare pastelle leggere per le verdure.
Creatività e farine alternative: castagne, amaranto e legumi
Per preparazioni specifiche, alcune farine si comportano come veri e propri “integratori” di sapore e struttura. La farina di castagne, ottenuta da frutti italiani, è un ingrediente tecnico fondamentale per dolci che richiedono una naturale dolcezza e una consistenza densa. Al contrario, la farina di amaranto ha un profilo aromatico più terroso e deciso. Consigliata per chi prepara la pasta frolla o per chi ha bisogno di un addensante naturale per zuppe e salse.
Infine, la farina di lenticchie rosse rappresenta una soluzione pratica per inserire i legumi in piatti dove solitamente mancano. Essendo ottenuta dalla macinazione dei legumi essiccati, mantiene tutto il loro carico proteico. In cucina si comporta egregiamente nella pasta fresca, perché la sua porosità permette di trattenere molto bene i condimenti, oppure come base per polpette vegetariane veloci.
Consiglio pratico: come miscelare le farine
Quando si usano farine integrali o senza glutine, la consistenza dell’impasto cambia rispetto alla classica farina di grano tenero. Se vuoi ottenere un pane o una torta ben lievitata ma ricca di proprietà, il segreto è la miscelazione: prova a usare un 70% di una farina base che “tiene” – come il farro o il Khorasan – e aggiungi un 30% di farine speciali come quella di lenticchie o di amaranto. Questo equilibrio garantisce la tenuta in cottura aggiungendo i benefici nutrizionali dei grani meno raffinati.
Le farine non sono tutte uguali: cambiano per origine, lavorazione e resa in cucina. Trasforma un gesto semplice come impastare in una scelta di benessere consapevole con Biobottega.
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